Udine. PUM, via libera al documento che ridisegna la mobilità del futuro

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Ok della giunta all’istruttoria sul nuovo Piano Urbano della Mobilità che sarà poi approvato definitivamente in dicembre

Honsell: “È importante che ora tutti lo valutino e lo utilizzino come uno strumento di pianificazione”

Cinquantamila veicoli, sessantaduemila spostamenti in auto, 3 mila e 500 utenti che si muovono in autobus, 1.760 in treno, 350 quelli che utilizzano la tratta Udine-Cividale e 3.800 persone che sfruttano il trasporto pubblico extraurbano, per un totale di utilizzatori su tpl (trasporto pubblico locale) di 8.700 utenti.
Numeri importanti, soprattutto se si considera il fatto che, nei 18 comuni dell’area vasta, tutti questi spostamenti avvengono in una sola ora, ovvero nella fascia mattutina che va dalle 7.30 alle 8.30 o in quella serale dalle 17.15 alle 18.15. Il che, tradotto in poche parole, significa che in un normale giorno lavorativo, su 220 mila abitanti, oltre 60 mila, quasi uno su quattro, si spostano, in quell’ora, con la propria auto.
È da queste premesse, e dalle conseguenti necessità di predisporre valide alternative e soluzioni alla congestione del traffico cittadino e dell’hinterland, che parte il nuovo Piano Urbano della Mobilità (Pum). E delle linee guida di quest’ultimo, dopo mesi di analisi, la giunta Honsell, su proposta dell’assessore alla Mobilità, Enrico Pizza, ha preso atto con un’istruttoria approvata martedì scorso.
“Si tratta di un’attenta analisi dei flussi di mobilità che interessano Udine e le aree limitrofe – spiega Pizza –. Grazie al lavoro degli uffici, agli studi effettuati dalla società Sintagma incaricata di redigere il Pum, ma anche grazie al prezioso contributo dei Comuni dell’Aster (Campoformido, Pozzuolo, Tavagnacco, oltre a Udine) così come di tutti i soggetti coinvolti nella valutazione di ambito strategica come associazioni, ordini professionali, Ssm, o Saf, solo per citarne alcuni – prosegue –, si è arrivati a predisporre un documento che raccoglie, oltre alle opere già in fase di realizzazione o realizzate da Comuni, Provincia e Regione, tutti gli aspetti legati alla mobilità e al trasporto, in modo tale da consegnarlo ora all’attenzione di amministrazioni e cittadini, prima dell’approvazione definitiva in giunta e, successivamente, in consiglio a dicembre di quest’anno”.
Il Pum, infatti, è consultabile, a partire da oggi, 17 novembre, sul sito internet del Comune di Udine (www.comune.udine.it) ed è stata spedita una lettera informativa a tutti i consiglieri comunali e alle associazioni. Fino al 28 novembre gli elaborati posso quindi essere visionati e scaricati dal sito e possono essere presentate osservazioni in forma scritta (da inviare a: Comune di Udine, protocollo generale – via Lionello, 1), tramite posta elettronica certificata (protocollo@pec.comune.udine.it) o anche online (compilando il form presente sul sito internet del Comune).
“Saranno ben accette tutte le proposte – chiarisce Pizza – visto che il piano è aperto a tutti i contributi propositivi che si vorranno dare. Dopo di che – annuncia l’assessore – il documento tornerà in giunta per l’approvazione definitiva i primi di dicembre per passare poi all’esame del consiglio comunale nella seduta del mese prossimo, prima dell’invio alla Regione”.
Soddisfatto il sindaco del capoluogo friulano, Furio Honsell, che tra le priorità della sua amministrazione ha voluto puntare proprio su una mobilità sostenibile e con un minor impatto ambientale. “Dal Pum – dichiara il primo cittadino – si ricava che non bastano le infrastrutture, alle quali comunque abbiamo messo mano, così come continueremo a fare, ma occorre attivare strategie di diversificazione modale dell’auto verso sistemi di trasporto pubblico e di ciclabilità, implementando concrete alternative all’auto privata come car sharing e city logistic per le merci. Come ho già detto più volte – prosegue Honsell – l’obiettivo è passare dalle attuali percentuali di trasporto nell’area aster, e cioè 73% auto, 14% tpl e 13% bici/piedi, al 50% di uso dell’auto privata, 25 % di mezzi pubblici e 25% a piedi o in bici nel 2025. Per arrivare a questo risultato – chiarisce – è necessario prima di tutto un cambio di mentalità, ma anche una riorganizzazione delle modalità di trasporto con nuove possibilità per i cittadini e interventi strutturali su parcheggi, autobus e infrastrutture. È importante che ora – conclude – tutti valutino questo documento e lo utilizzino come uno strumento di pianificazione”.

Lo scenario da qui al 2025
Gli scenari ipotizzati al 2025, elaborati sulla base delle trasformazioni urbanistiche, contenute anche nel nuovo Prgc, e ottenute stimando una modestissima crescita della mobilità, definiscono i livelli di criticità.
I risultati e i confronti tra la rete 2010 e le implementazioni ottenibili al 2025 con gli interventi configurati nel Pum evidenziano, infatti, una rete di trasporti al 2010 caratterizzata da circa 316 tratti viari in stato “di attenzione” e da circa 302 a livelli “di criticità”. In mancanza di interventi, al 2025 il confronto effettuato con gli studi del Pum tra flussi sulla rete e capacità delle strade evidenzia come l’area udinese, compresa entro il sistema delle tangenziali, sia in un generalizzato stato di sofferenza. Lo scenario 2025, infatti, senza mettere in campo strategie di diversificazione modale, prevede un aumento a 441 tratti viari definiti “di attenzione” e a 455 tratti “di criticità”.
“La rincorsa alla domanda di mobilità privata (auto) con nuove infrastrutturazioni destinate esclusivamente al settore viario – dichiara ancora Pizza –, dimostra tutti i suoi limiti e risulta comunque insufficiente: occorre agire sul riparto modale degli spostamenti espressi (2010) ed esprimibili (2025) dal sistema udinese”.

Ma che cos’è il Piano Urbano della Mobilità?
Il Pum è lo strumento che serve ad affrontare complessivamente il problema delle scelte di politica dei trasporti a scala urbana e/o metropolitana, considerando tutte le questioni inerenti la mobilità e i trasporti.